Furti, lettere e codici: a qualcuno piace molto caldo
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I COMMENTI
Di Pierluigi Magnaschi
L'analisi È difficile criticare un organismo multinazionale come la Fao che ha, per scopo quello di sconfiggere la fame nel mondo. Ma è anche difficile trattenersi dal dire la verità quando si constata che questo organismo, che ogni giorno fa la predica, con la voce spezzata, contro le nazioni ricche che non si impegnerebbero adeguatamente contro la fame nel mondo, ma poi, leggendo il suo bilancio, si capisce che i fondi di cui la Fao dispone, servono quasi tutti a mantenere solo la superpagata burocrazia della Fao stessa. Fui indotto a immergermi nella lettura dello scandaloso bilancio della Fao dopo aver fatto un volo Roma-Nizza a fianco di una ragazza di colore (che poi appresi essere la colf in nero di un capataz nero della Fao) che mi aveva spiegato che andava all'aeroporto di Nizza, dove sarebbe stata prelevata da una macchina con autista per essere poi portata a Montecarlo dove doveva pettinare con le treccine le figlie del capataz che stavano studiando nelle costose scuole del Principato. Ora, è chiaro che ognuno può fare dei soldi che guadagna, quel che vuole. Ciò che si discute è se sia giusto che la Fao viva soprattutto per alimentare, con stipendi spesso da favola per gli standard romani, una burocrazia famelica che parla di fame nel mondo. Che l'aria sia cambiata a danno della Fao lo dimostra il fatto che ieri l'altro l'Unità ha pubblicato, in terza pagina, una feroce vignetta di Staino che ritrae un gruppo di famelici commensali sommersi dalle portate. Il più importante risponde sul cellulare dicendo: «Mi chiami più tardi... adesso sono al vertice Fao per la lotta contro la fame nel mio povero paese_». E ieri un altro giornale, Libero (sua è la foto qui accanto), che è politicamente all'opposto dell'Unità, ha pubblicato le foto delle delegazioni dei paesi cosiddetti poveri che, reduci dal summit della Fao, e accompagnate da sontuose signore e robusti gorilla, andavano a fare le spese nelle gioiellerie più rinomate dalle parti di Trinità de Monti. Quanto si può tollerare questo andazzo?

